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Web radio 5.9 - Cavezzo

Web Radio 5.9: la vita dopo il terremoto

Web radio 5.9 è nata dalle devastanti scosse che hanno colpito la bassa modenese grazie a Matteo Silvestri ed Eugenio Bignardi due giovani studenti di Cavezzo. Oggi è diventata una voce importante per i giovani del territorio con più di 1.500 fan su Facebook e, dal 14 gennaio, una trasmissione "Radio Emilia 5.9. La mia vita dopo il terremoto" sulla celebre Mtv.
 
Quando è nata Web Radio 5.9?
L'idea della radio è nata subito dopo il terremoto. In quel periodo tutti i giovani si riunivano nell’unico bar di Cavezzo rimasto aperto o nel bar della tendopoli. In quegli spazi abbiamo avuto la possibilità di conoscerci meglio e discutere della possibilità di aprire una radio. Il primo ad interessarsi è stato il nostro amico Luca Modena anche lui studente di 18 anni.
 
Una soluzione per aiutare i vostri concittadini: perché una radio? 
Cercavamo un modo per riunire tutti i giovani e dare speranza o semplicemente un sorriso alle persone del posto. L'idea della radio è nata grazie al film di Ligabue “Radiofreccia”. Siamo anche andati a Correggio dove non abbiamo incontrato il cantante di persona ma il suo manager che ci ha “regalato” un collegamento telefonico con il Liga. 
 
Quali sono i punti di forza di uno strumento come questo?
Secondo noi, una web radio può essere il giusto tramite per arrivare a molti giovani non solo della zona. Un obiettivo del nostro progetto è proprio quello di continuare a tenere alta l'attenzione sulla nostra zona perché ciò che è successo non deve essere dimenticato.  
 
Come si vive oggi a Cavezzo?
A Cavezzo oggi si finge che la situazione sia tornata alla normalità. Dico “si finge” perché il coraggio che la nostra gente ha dimostrato fino ad ora è talmente grande che nessuno si piange addosso e tutti sono ripartiti anche se questa esperienza ci ha davvero messo a terra. Ritornare alla situazione di prima è praticamente impossibile.
 
Quante persone sono coinvolte nel progetto? 
Siamo circa una decina di persone, tutti ragazzi dai 16 ai 22 anni. Nessuno di noi aveva esperienza in questo settore e per questo abbiamo coinvolto Federico Gualdi, figlio di Enrico Gualdi - tra i fondatori di Radio Bruno - e dj per passione. Dobbiamo molto a lui che, con le sue competenze in ambito musicale e tecnologico, ci ha permesso di partire. Gli altri amici che partecipano all’iniziativa sono Marianna Addabbo, Jasmine Azzouz, Luca Alberti e Matteo Tartari   
 
Quali difficoltà avete affrontato?
Le difficoltà maggiori sono state quelle di organizzare le nostre agende e racimolare un pochino di soldi per le attrezzature. Siamo tutti molto impegnati e non è stato facile organizzarsi, ma abbiamo capito che la passione aiuta a fare tutto. 
 
Chi vi ha sostenuto? 
I primi a credere in noi siamo stati noi stessi, gli amici e le famiglie, poi lo staff di Radio Bruno, Ligabue e il suo manager. La cosa più incredibile è che all’inizio l’appoggio non lo abbiamo avuto dai nostri coetanei ma dalle persone di mezza età che in noi hanno rivisto gli anni delle nascite delle prime radio libere.
 
Progetti futuri? 
A breve nascerà la nostra associazione culturale giovanile “Associazione emila 5.9” che vuole usare la radio come tramite per raggiungere obiettivi diversi: organizzare eventi, corsi di formazione di vario genere e iniziative  a favore dei giovani del posto e della nostra gente in genere. 

(fonte: Web Radio 5.9 - maggiori informazioni...)


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